La risposta breve: da qualche centinaio di euro a diverse decine di migliaia, e la cosa strana non è la forbice — è che quasi nessuno nel settore la spiega. Proviamo a farlo noi.
Perché nessuno pubblica i prezzi
Cerca “quanto costa un sito web” nella tua zona: troverai chi promette siti da 300 € e agenzie che non scrivono nemmeno una cifra. In mezzo, il vuoto. Il motivo è semplice: pubblicare un prezzo significa impegnarsi, e molti preferiscono decidere il preventivo dopo aver capito quanto puoi spendere. Noi abbiamo scelto la strada opposta — le nostre fasce sono pubblicate — perché un cliente che arriva informato è un cliente con cui si lavora meglio.
Cosa muove davvero il preventivo
Quattro cose, in ordine di peso:
- Ampiezza e funzioni. Cinque pagine di presentazione e un e-commerce con 400 prodotti, pagamenti e spedizioni non sono lo stesso mestiere.
- I contenuti. Chi scrive i testi? Chi scatta le foto? Se li fornisci tu il preventivo scende; se li produciamo noi sale, ma il sito parla la tua lingua invece di quella dei cliché.
- Le integrazioni. Prenotazioni, gestionali, listini che si aggiornano da soli: ogni collegamento con altri sistemi è lavoro vero.
- Il dopo. Un sito lasciato a se stesso invecchia male: aggiornamenti, sicurezza, backup. Il canone di manutenzione onesto costa poco; scoprire che non c’era costa molto.
I segnali d’allarme
Un’offerta troppo bella nasconde quasi sempre una di queste clausole: il sito non è tuo (paghi un noleggio a vita), il prezzo civetta esclude tutto ciò che serve davvero, oppure il “sito professionale” è un template usato identico da altre cento attività. La domanda che smaschera tutto è una: “se domani smetto di pagarvi, il sito resta mio?”
Come lo facciamo noi
Fasce pubblicate, preventivo fisso per iscritto prima di iniziare, e un principio semplice: ti diciamo anche quando qualcosa non ti serve. Le cifre aggiornate sono nella pagina Quanto costa — e se vuoi capire quale fascia è la tua, la prima chiacchierata è gratuita.