Cercando il tuo nome come farebbe uno sconosciuto, e sistemando piattaforma per piattaforma quello che trovi: prima Google, poi i social che usi, poi quelli che hai dimenticato. Richiede un pomeriggio, e conviene farlo prima di mandare il curriculum, non dopo il colloquio. Se vuoi sapere da dove cominciare, il nostro test gratuito ti dà in due minuti la checklist delle cose che ti riguardano.
Secondo una ricerca Indeed del 2026, più di un candidato italiano su quattro sistema i profili prima di un colloquio. Ma quasi sempre si ferma alla foto e alla biografia: pochi tolgono davvero post e foto. Ecco come farlo in modo completo.
1. Cercati su Google, come farebbe un estraneo
Apri una finestra in navigazione anonima, così Google non ti mostra risultati personalizzati. Cerca il tuo nome e cognome tra virgolette, poi il nome con la città, poi con la scuola o l’ultima azienda. Guarda almeno le prime due pagine.
Poi passa a Google Immagini. È lì che escono le sorprese: foto di feste, vecchi profili, immagini pubblicate da altri. Segnati tutto quello che non vorresti far vedere a chi ti deve assumere.
2. Usa lo strumento gratuito di Google
Google ha una funzione che si chiama «Risultati che ti riguardano», dentro il tuo account Google. Inserisci i tuoi dati e Google ti segnala le pagine nei risultati che contengono indirizzo di casa, telefono, email e, da quest’anno, anche documenti come patente, passaporto o codice fiscale. Da lì chiedi la rimozione con pochi clic, e Google ti avvisa se ne compaiono di nuove.
Attenzione a un limite: toglie il risultato da Google, non la pagina da internet. Per quella bisogna scrivere al sito che la ospita.
3. Prima di cancellare, scarica una copia
Facebook e Instagram permettono di scaricare tutti i tuoi contenuti dal Centro gestione account, alla voce per scaricare le tue informazioni. Fallo prima di qualunque pulizia: ci sono foto a cui tieni, e una volta cancellate non tornano.
4. Facebook: cancella o archivia in blocco
Non serve scorrere anni di diario a mano. Dal Registro attività entra nella gestione dei tuoi post: puoi filtrarli per anno, selezionarne molti insieme e scegliere se archiviarli o spostarli nel cestino, dove restano 30 giorni prima di sparire.
Poi controlla due cose che la cancellazione non tocca:
- le foto in cui ti hanno taggato: puoi togliere il tag, ma la foto resta sul profilo di chi l’ha pubblicata. Se è davvero un problema, scrivigli: quasi sempre basta chiedere;
- cosa vede chi non è tuo amico: nelle impostazioni c’è l’anteprima del profilo «come lo vede il pubblico».
5. Instagram e TikTok
Su Instagram, da La tua attività trovi tutte le foto e i video che hai pubblicato: puoi selezionarne tanti insieme e archiviarli o eliminarli. L’archivio è la scelta migliore per i ricordi: li vedi solo tu, e puoi rimetterli in qualunque momento.
Su TikTok non c’è una cancellazione in blocco: per i video che non vuoi mostrare, cambia la visibilità in «solo tu», oppure rendi privato l’intero account.
Per X (Twitter) e Reddit, dove si scrive molto e si dimentica in fretta, esistono strumenti a pagamento che cancellano in blocco i vecchi messaggi, filtrando per data o parola chiave.
6. Ritrova gli account che hai dimenticato
Il vecchio profilo di un forum, un blog dei tempi della scuola, un account aperto per un concorso. Il modo più rapido per ritrovarli è cercare nella tua casella email parole come «benvenuto», «conferma il tuo indirizzo» o «verifica il tuo account», anche nelle caselle che non usi più.
Per ogni account: se non ti serve, eliminalo dalle impostazioni. Se non ricordi più la password, la procedura di recupero passa quasi sempre da quella vecchia email.
7. Poi aggiungi, non solo togliere
Una prima pagina vuota non è un buon risultato: chi ti cerca e non trova niente si fa comunque un’idea. Il passo che fa la differenza è dare a Google qualcosa di tuo da mostrare: un profilo LinkedIn completo, con foto professionale e descrizione aggiornata, è di solito il primo risultato per nome e cognome. Per chi lavora in proprio, anche una pagina personale semplice.
Quando conviene farsi aiutare
Per la maggior parte delle persone questi sette passi bastano. Conviene farsi aiutare quando i profili sono tanti e vecchi di anni, quando ci sono contenuti pubblicati da altri, o quando non si ha il tempo di farlo con calma e bene.
È quello che facciamo nel servizio di reputazione online: un check-up di cosa esce sul tuo nome, anche nelle risposte degli assistenti AI, una sessione di pulizia fatta insieme, senza mai chiederti le password, e se vuoi la costruzione di una presenza che ti rappresenti.
Un caso a parte: se qualcuno diffonde o minaccia di diffondere immagini intime senza il tuo consenso, non è un problema di reputazione ma un reato. Il Garante per la protezione dei dati personali ha una procedura d’urgenza che blocca la diffusione sulle piattaforme entro 48 ore: trovi il modulo nella pagina del Garante.